Archivio per marzo, 2006

Lunga attesa in ospedale: ora è un “caso”

venerdì marzo 17 2006

dal “Corriere Romagna”:http://www.corriereromagna.it del 17.3.2006
IMOLA – Sei ore e mezza ad aspettare con un braccio sanguinante e problemi alle dita all’ospedale di Imola in attesa di essere ricoverato e operato. Poi il trasferimento a Modena. L’avventura del signor Ettore Azzalin, riportata mercoledì dal Corriere, è divenuta un caso sanitario e poi politico. Tanto che anche fra i rappresentanti dei partiti imolesi qualcuno comincia a parlare apertamente di malasanità.Ieri, finalmente, l’Ausl ha risposto col direttore sanitario Giambattista Spagnoli: “Il paziente si presenta martedì 7 marzo alle 8.07 al Pronto soccorso, gli viene immediatamente assegnato il codice giallo per i soggetti in condizioni d’urgenza. Dopo il triage, effettua la prima visita alle 8.25 e viene inviato in consulenza ortopedica per ferita lacero contusa al braccio sinistro con deficit di forza in estensione in tutte e cinque le dita. In ortopedia effettua la consulenza alle 9.01. Per l’accettazione viene informato il reparto, dove momentaneamente non sono disponibili posti letto”. Ed ecco la prima falla: l’ormai cronica carenza di posti letto in via Montericco.“Per questo motivo – continua Spagnoli – è affidato provvisoriamente all’area osservazione del Pronto soccorso dove effettua tutte le medicazioni del caso e gli accertamenti radiologici, per intervenire con un’operazione chirurgica da eseguire nel pomeriggio. Preciso che l’intervento chirurgico non aveva caratteristiche né di urgenza né di emergenza e, nel frattempo, la sala operatoria ortopedica era in funzione per il trattamento di altri traumi più gravi. Alle 13.30 il paziente viene richiamato nel reparto di Ortopedia e un ulteriore visita accerta, oltre a una lacerazione muscolo-tendinea, una sospetta lesione della branca motoria del nervo radiale. Il trattamento di tale lesione prevede il ricorso a un innesto prelevato da un altro nervo periferico. Questo intervento è eseguibile nel nostro reparto anche se per noi rappresenta un evento chirurgico non frequente, e abitualmente inviato ai centri specialistici”. E a tal punto Azzalin viene consigliato di fare l’operazione a Modena e così fa, ma ovviamente molto arrabbiato.“Comprendo lo sfogo del signor Azzalin, visto il grave infortunio che ha subito – conclude il direttore sanitario – ma da parte nostra c’è stata professionalità nell’affrontare il suo caso, effettuando tutti gli interventi necessari. La decisione di coinvolgere la struttura di Modena è stata presa proprio per dare la possibilità al paziente di avere a disposizione un centro specializzato”.Ma non la pensano così i politici. “E’ una vergogna che proprio mercoledì scorso in commissione Sanità i vertici dell’Ausl non abbiano detto nulla di quanto accaduto diversi giorni prima all’ospedale – sottolinea il consigliere Antonio Pezzi di App -. Ora questo caso smentisce le loro dichiarazione sui tempi d’attesa che sarebbero di meno di un’ora. Premetto che il Pronto soccorso e l’Ortopedia hanno lavorato bene col signor Azzalin, ma il problema è che è stato costretto ad aspettare per ore visto che non c’erano posti letto liberi”.“Considero irrispettoso nei confronti dei consiglieri comunali, da parte dei vertici dell’Ausl, non averci informato di un avvenimento gravissimo e di averci invece raccontato che tutto va bene all’ospedale – denuncia Giuseppe Palazzolo di Per Imola -. Non posso credere che non sapessero nulla una settimana dopo. E’ un fatto gravissimo”.Ma piovono critiche anche dal centrosinistra. Per Giovanni Landi dello Sdi “gli elementi per preoccuparsi ci sono tutti. Avevo segnalato io stesso, pochi giorni fa, il caso di una dimissione di una paziente che poi è stato necessario ricoverare nuovamente nello stesso giorno perché stava molto male. Nel caso del signor Azzalin mi pare si possa parlare di malasanità”.Più morbido Maurizio Barelli per la Margherita: “I casi singoli non sono una regola, ma sicuramente vanno verificati i problemi che si sono presentati per eliminare eventuali errori nel futuro”.Prudente Davide Tronconi per i Ds: “Bisogna capire meglio cosa è accaduto veramente al di là di quanto raccontato dai giornali. Ma certamente il caso è da approfondire, anche i singoli episodi ci devono fare riflettere”.

Massimo Mongardi

“Inserire pannelli fotovoltaici su palestre ed edifici comunali”

giovedì marzo 9 2006

dal “Corriere Romagna”:http://www.corriereromagna.it del 10.3.2006
IMOLA – L’energia solare è una risorsa pulita e rinnovabile, indispensabile per la vita sulla terra. Consente inoltre di liberarsi progressivamente dal peso della bolletta dell’elettricità e migliorare la qualità di vita.Dunque perché non cominciare a provarla a Imola dove fra l’altro ha sede un’azienda che produce elementi importanti per i pannelli fotovoltaici? E’ ciò che hanno chiesto i Verdi presentando una mozione che è stata approvata dalla maggioranza di centrosinistra (oltre al Sole che ride, Ds, Margherita, Sdi e Rifondazione comunista) e dal gruppo Per Imola che sullo stesso tema (aggiungendo i pannelli solari) aveva presentato un emendamento, bocciato in sede di voto sul bilancio 2006.“Installare sul proprio tetto 8 metri quadrati di pannelli fotovoltaici consente di abbattere per almeno 25 anni la spesa per l’energia elettrica – sottolinea il capogruppo dei Verdi Mauro Barnabè -. Alcuni materiali come il silicio producono energia elettrica se colpiti dalla luce solare. Lo stesso nome fotovoltaico esprime in sé tutto il significato della scoperta, ‘foto’ deriva da luce, ‘voltaico’ deriva invece da Alessandro Volta, inventore della batteria. Le celle fotovoltaiche collegate tra loro formano un modulo. Un’insieme di moduli formano un pannello da collocare sui tetti delle abitazioni oppure ovunque ricevano l’irraggiamento solare diretto”.“In Italia e nel mondo, i pannelli fotovoltaici stanno trovando rapidamente il favore dei consumatori e delle imprese – spiega Barnabè -. Il vantaggio è evidente, investendo in un impianto fotovoltaico casalingo si abbatte il costo dell’energia elettrica per almeno 25-30 anni. Con l’introduzione del ‘conto energia’ è anche possibile produrre un reddito rivendendo l’energia prodotta dai pannelli solari al gestore della rete in cambio di tariffe incentivate valide per venti anni”.Quindi i Verdi invitano l’Amministrazione, nel corso di quest’anno, a installare pannelli fotovoltaici su alcuni impianti di proprietà comunale come, ad esempio, alcune palestre.Infatti da dieci anni il prezzo dei pannelli fotovoltaici è in progressivo calo, la tecnologia ha ridotto da un lato i costi e dall’altro ha aumentato i rendimenti. Oggi il costo di installazione di un impianto solare fotovoltaico medio oscilla intorno ai 9-10.000 euro, pari ad una normale automobile utilitaria. La crescente concorrenza di settore potrà ulteriormente ridurre la spesa finale.

Poche donne ai posti di comando

giovedì marzo 2 2006

dal “Corriere Romagna”:http://www.corriereromagna.it del 28.02.2006

IMOLA – L’anagrafe è precisa. Come sempre. Imola: 66.170 abitanti. I maschi sono 32.179. Le donne qualcosina in più: 33.991. Vista così si direbbe che il gentil sesso comanda. Macché. Conta pochino, davvero. Anche in questo caso lo dicono i numeri. Anzi le poltrone. A fare una lunga e dettagliata lista è stato il capogruppo di Per Imola, Giuseppe Palazzolo. “A guardare le nomine di primo grado di enti, associazioni e istituzioni, emerge che le donne sono davvero mal rappresentate. Di presidenti, ad esempio, c’è solo Gigliola Poli, al Consorzio servizi sociali – fa il punto Palazzolo -. E’ una pessima base di partenza per parlare del ruolo della donna a Imola. La situazione non rispecchia la società imolese dove le donne sono più degli uomini. La parità vera c’è in famiglia dove marito e moglie si dividono oneri e onori. Fuori è un’altra cosa”.Così, scopriamo quali sono le poche donne presenti in posti di rilievo. Oltre alla Poli, presidente del Consorzio servizi sociali, ci sono Raffaella Salieri e Fabrizia Fiumi, assessori nella giunta Marchignoli. Nel cda del Con.Ami siede invece Donatella Mungo, mentre in quello di Hera Imola-Faenza c’è Marisa Brini. due le donne nel consiglio di amministrazione del Consorzio servizi sociali: Maria Cristina Salomoni e Teresa Donattini. Alla Confedilizia, la responsabile della delegazione di Imola è Maria Giulia Calducci mentre alla Cna la direttrice è Viviana Castellari. Paola Lanzon è invece presidente della Uisp mentre nel cda della società Osservanza srl è presente Marta Manuelli. In quello della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola è entrata qualche settimana fa Giulia Corelli Grappadelli. In consiglio comunale la lista delle donne comprende: Monica Campagnoli, Angela Labanca, Elena Costa, Valentina Laffi, Carla Govoni, Paola Lanzon, Federica Marocchi e Patrizia Cantoni.La questione è chiusa qui. Il resto è tutto giacche e cravatte (non sempre). Ecco una sintetica e schematica ricognizione dei posti di comando. Ascom: Danilo Galassi. Confesercenti: Alfonso Alvisi. Cna: Claudio Resta. Confartigianato: Gian Carlo Calamelli. Aspi: Luigi Lanza. Confcooperative: Giuseppe Zuffa. Confederazione italiana agricoltori: Massimo Pirazzoli. Api – associazione piccoli industriali -: Marco Gasparri. Legacoop: Sergio Prati. Coldiretti: Claudio Governi. Cisl: Danilo Francesconi. Uil: Paolo Loiverani. Cgil: Sauro Dal Pane. Ugl: Giuseppe Rago. Ausl: Mario Tubertini direttore generale, Gianbattista Spagnoli direttore sanitario, Massimo Mingozzi direttore amministrativo, Andrea Rossi direttore presidio ospedaliero, Alberto Minardi direttore distretto usl imola. Nuovo circondario imolese: Franco Lorenzi. Inps: Roberto Cefalù. Montecatone rehabilitation institute s.p.a.: Giorgio Frabboni. Con.Ami: Nicodemo Montanari. Herra: Tiziano Campagnoli. Società Osservanza: Cesare Baccarini. Fondazione Cassa di Risparmio Imola: Sergio Santi. Area Blu: Rino Tossani.