Lettera di Giuseppe Palazzolo
Articolo di perimola scritto il 2 aprile 2010
Imola 01/04/2010
Il 10 febbraio 2010 avevo dichiarato pubblicamente: “Il Pd dovrebbe ascoltare di più i suoi elettori, questa è la frase che circola in città da diversi mesi. Infatti, c’è una distanza forte tra i vertici del partito e i cittadini.”
I risultati elettorali delle regionali mi hanno dato ragione. Il PD imolese perde in due anni più di 8 mila voti e nel Circondario Imolese più di 14 mila voti. Sono stato un facile profeta nel prevedere che sarebbe finito male per il PD, perché la distanza tra i vertici del partito e i cittadini è stata riempita dall’iniziativa dalle “vere” associazioni no-profit e dalla libera iniziativa civica.
Il Pd doveva essere una novità, ma nella nostra città (e non solo) è nato vecchio, in altre parole dall’unione di vecchi partiti, con classi dirigenti vecchie, legate a vecchi modi di fare politica. Una logica di equilibri interni e spartizione di poltrone.
Le dichiarazioni dell’On. Massimo Marchignoli e del Segretario PD, Fabrizio Castellari, (commento del risultato elettorale) dimostrano di non aver compreso la gravità della situazione in cui versa il loro partito. La forte astensione al voto, il numero elevato di schede nulle e l’ottimo risultato della Lista 5 Stelle (Grillo) non può essere considerata e sintetizzata con due parole: populismo e qualunquismo.
Se il PD deve fare i conti con una fortissima perdita di consensi e altrettanto vero che il PDL localmente non aumenta, bensì perde quasi 1.800 voti a Imola e circa 4.200 voti nel Circondario imolese. Una campagna elettorale basata soltanto sulle preferenze ai candidati, non premia e allontana sempre più i cittadini dalla politica. Infatti, chi aumenta i propri consensi è la Lega Nord.
Da questa breve analisi mi sento di disapprovare questa politica autoreferenziale, dove le classi dirigenti si occupano di se stessi e dei propri amici, e quando la politica pensa solo a se stessa e sta lontana dai cittadini non è una buona politica.
Se i cittadini non vanno a votare, sono accusati di essere qualunquisti.
Se i cittadini non votano i partiti tradizionali, sono accusati di essere populisti.
Se i cittadini stufi di questa situazione si organizzano in liste civiche, sono demonizzati e collocati a secondo della convenienza dei partiti, a destra o a sinistra.
L’amministrazione del bene pubblico riguarda tutti e le cariche elettive devono essere a servizio dei cittadini e non i cittadini a servizio degli eletti.
Questo non è populismo o qualunquismo ma democrazia e partecipazione.
Giuseppe Palazzolo
Lista Civica Per Imola
