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Rassegna stampa – 30 marzo 2008

domenica marzo 30 2008

Resto del Carlino  

Un corso gratuito di autodifesa, uno sportello per aiutare chi vuole reinserirsi nel mondo del lavoro, una banca dati di baby sitter disponibili a prezzi accessibili e un servizio di assistenza telefonica che garantisca l’anonimato: queste le proposte delle candidate nella lista civica Per Imola per migliorare la vita delle donne.
I servizi per chi vive situazioni drammatiche, come la violenza domestica ci sono già – dice Carla Casazza – «noi abbiamo pensato a iniziative che invece possano essere d’aiuto a risolvere i piccoli e grandi problemi che si trovano ad affrontare quotidianamente le donne normali».
Per il gruppo rosa della lista Per Imola anche le piccole difficoltà, se trascurate, possono trasfomarsi in situazioni di disagio.
Per Roberta Marchi, è necessario attivare una linea telefonica che garantisca l’anonimato e dia risposte qualificate: «A volte le donne si trovano ad affrontare sottili e ripetute violenze psicologiche contro cui fanno fatica a difendersi, succede anche all’interno delle famiglie ed è difficile trovare qualcuno esterno che possa dare un consiglio serio. Per questo pensiamo a una linea a cui risponderanno psicologi, avvocati, medici».
Il candidato sindaco Giuseppe Palazzolo sottolinea che le proposte sono il risultato anche delle richieste delle persone incontrate durante i banchetti allestiti per la campagna elettorale: «Ho conosciuto due donne che lavorano rispettivamente per il Comune e all’interno del servizio sanitario che si trovano ad affrontare una situazione di mobbing. Putroppo questo è un problema trascurato e la linea telefonica potrebbe essere un aiuto concreto».
Altro tema caldo il lavoro: così è nata l’idea di uno sportello che aiuti le donne non solo a trovare lavoro, ma anche a reinserirsi dopo eventuali periodi di inattività.
Le candidate assicurano: «Non si tratta di vuote proposte elettorali, porteremo avanti comunque i nostri progetti. Certamente, se entreremo in consiglio, il cammino sarà più veloce».
Laura Dall’Olio

Il Domani  

Palazzolo in “rosa” 
Le donne “Per Imola”
“Per un’Imola” che sia sempre più a misura di donna. Sì, perché anche in città, specialmente le signore e le signorine, cominciano ad aver paura a percorrere certe zone e a mettere l’auto nel garage quando si rientra tardi. Senza contare i casi di mobbing «tanto che ai banchetti di stamattina (ieri, ndr) – ha sottolineato Giuseppe Palazzolo – due donne mi hanno fermato per conf idarmi di essere sottop o s t e a pressioni e rimproveri da parte dei loro superiori una in Comune e l’altra a ll’Ausl». Così le donne che fann o p a r t e delle lista civica che s o s t i e n e G i u s e p p e Palazzolo come candidato a sindaco, si sono riunite e hanno messo in campo una serie di proposte. Per quanto riguarda più precisamente la sicurezza, Bettina Gandini ha sostenuto l’idea «che il Comune, con un costo minimo, potrebbe promuovere dei corsi di difesa gratuiti per tutte le donne che ne sentano il bisogno. Sto parlando soprattutto della sicurezza che dovrebbe sorgere all’interno di noi stesse aumentando l’autostima e l’autocoscienza con l’aiuto di uno psicologo e anche, perché no, di qualche nozione di arti marziali». L’altro argomento cruciale individuato dalle donne di Per Imola è l’esigenza, come hanno spiegato Carla Casazza e Roberta Marri «per donne cosiddette “normali” di avere a disposizione, fornita dall’amministrazione comunale una struttura di sostegno, uno sportello al quale potersi rivolgere come supporto per avere una mano a risolvere i problemi quotidiani. Stiamo parlando di donne vittime del mobbing o che sono rimaste sole con figli e non hanno una rete parentale (gli ormai indispensabili nonni, ndr) alla quale rivolgersi. Spesso c’è solo bisogno di sfogarsi, e non è poco, con una persona professionalmente preparata che sia pronta ad ascoltarti e, magari, a darti qualche consiglio». «Chiediamo pure un servizio telefonico – ha agg i u n t o l a Marri – per donne che vogliono rimanere anonime e non possono parlare delle loro difficoltà in famiglia perché magari nascono proprio in q u e l l ‘ a mbiente». Infine Patrizia Camino ha insistito per far nascere «una banca dati per baby-sitter a prezzi politici, una sorta di albo al quale possono accedere solo operatrici affidabili che si propongono a prezzi onesti. Il nostro centro al femminile vuole essere pure un luogo di incontro organizzando iniziative alle quali possono partecipare grazie a un servizio di baby sitting che ci permetta di partecipare e organizzare conferenze, iniziative e appuntamenti culturali». La conclusione è stata del candidato sindaco. «Oggi abbiamo presentato proposte importanti per la sicurezza delle donne, dei figli e quindi delle famiglia – ha scandito Palazzolo -. Si tratta di cose che il Comune potrebbe mettere a disposizione spendendo poco. Le porteremo avanti in ogni caso, in consiglio comunale e fuori perché questo gruppo, molto unito, continuerà la sua attività anche dopo le elezioni».
 

Corriere di Romagna  

«Un punto di ascolto per aiutare le donne nei problemi quotidiani»
Politica. La proposta della lista civica Per Imola
IMOLA. Bravi per l’emergenza. Scarsi invece per affrontare i problemi della quotidianità. Si parla di donne, delle loro necessità, come madri, come lavoratrici, anche solo come ragazze o studentesse. A fare il punto è la quota rosa della lista civica Per Imola che presenta il suo programma speciale. Il perno è un punto di ascolto, con tanto di professionisti per assistenza psicologica e legale, e servizio telefonico per garantire l’anonimato. «E’ la nostra proposta. Un servizio sul quale punteremo in maniera decisa, a prescindere dal risultato elettorale». A insistere è il candidato a sindaco, Giuseppe Palazzolo. I sondaggi sono noti ma, assicura l’anima della lista civica, l’i mpegno sarà uguale «da parte di chiunque di noi entri in consiglio comunale». Il problema. «Se si esclude l’ottimo lavoro svolto dalle associazioni che si occupano di donne maltrattate, vittime di abusi o emarginate, e il supporto rivolto alle immigrate – ragiona Carla Casazza – candidata al consiglio comunale -, nella nostra città non esistono strutture di sostegno efficaci alle donne comuni, quelle che vivono situazioni estreme ma si devono comunque scontrare con i piccoli e grandi problemi della quotidianità, i piccoli e grandi disagi che rientrano nella normalità». La proposta. Così ecco il punto di ascolto. Uno sportello che, secondo i piani, dovrebbe contare sull’apporto di professionisti: psicologi, medici, avvocati, fiscalisti, pedagogisti, tanto per citarne qualcuno. Obiettivo: aiutare donne vittime di mobbing, dare una mano a chi si trova improvvisamente la famiglia sulle spalle, a chi cerca di inserirsi, magari non più giovanissima, nel mondo del lavoro dopo un licenziamento o una pausa per la maternità, ma anche fornire una banca dati di baby sitter a prezzi contenuti. «Le donne hanno bisogno di poter accedere a un servizio del genere – ragiona Patrizia Camino – per non doversi precludere una vita sociale o anche per affrontare con meno disagi la vita professionale. Molte sono immigrate e manca quindi il classico supporto dei parenti» Certo, un aspetto fondamentale è riservato alla violenza, ai soprusi. Per questo Per Imola chiede l’istituzione di un servizio di ascolto telefonico, completamente anonimo. «Spesso – spiega Roberta Marri – le donne hanno bisogno di confrontarsi con qualcuno che sia esterno all’ambito familiare, proprio perché le violenze, anche sottili, ma ripetute, avvengono all’interno delle mura domestiche. Serve qualcuno che le consigli, anche per valutare il problema e capire se c’è un pericolo oggettivo». L’autodifesa. Tra le iniziative che le candidate di Per Imola si impegnano a promuovere un posto di rilievo è occupato da un corso di autodifesa. «Il tema della sicurezza è al centro di tutte le campagne elettorali – commenta Bettina Gandini -. Noi vogliamo dare però un contributo concreto. Le donne non devono aver paura di girare, se capita, da sole di sera. Bisogna essere liberi di passeggiare per le strade della città e non limitare i propri movimenti. Quindi pensiamo a sedute di autostima tenute da psicologi perché la paura prima di tutto si sconfigge partendo dall’i nterno. Poi si potrà procedere magari anche con lezioni di arti marziali».