Articoli con parola chiave ‘Errani’

Rassegna stampa del 22 marzo 2010

lunedì marzo 22 2010

La Repubblica Bologna.it

Raisi: “Berlusconi ha ragione, anch’io avrei evitato la via giudiziaria”
Il parlamentare del Pdl parla degli esposti contro la Regione e Vasco Errani: “La mia è stata un’azione di difesa”

“Berlusconi ha ragione. Anche io avrei evitato la via giudiziaria”: Enzo Raisi, il parlamentare bolognese del Pdl che ha presentato gli esposti contro la Regione e Vasco Errani, ha precisato di essere d’accordo con le parole del premier. E ha spiegato: “Peraltro la mia è stata una azione di difesa: se Marchignoli (il parlamentare Pd che lo aveva sfidato a rivolgersi alla Procura, ndr) dice che mento, se Errani e il Pd sfuggono il confronto, quali altri sedi per poter togliere la sordina alla campagna elettorale? Non a caso il presidente Berlusconi ha detto ‘chi lo ha fatto avra’ avuto le sue buone ragioni per farlò”.
Raisi ha anche replicato a Silvana Mura, parlamentare e coordinatrice regionale Idv, secondo la quale Berlusconi aveva sconfessato il Pdl locale: “Noto che non perde occasione per esternare. E quando lo fa, modifica la realtà. Berlusconi è venuto a Bologna per sostenere la candidatura di Anna Maria Bernini e le liste del Pdl. Il fatto poi che sia venuto a Bologna e abbia trovato un partito in festa e una folla oceanica ad acclamarlo in piazza, è la dimostrazione che la Mura ha torto”.

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Romagna Oggi

Regionali, elezioni in Procura: quattro esposti del PdL

BOLOGNA – Un faldone su quattro casi di “malgoverno”. Tre riguardano direttamente l’ufficio di  presidenza, per dimostrare che stavolta il governatore della Regione Vasco Errani, “non poteva non sapere”. E un quarto invece ha a che fare con l’assessorato alle Attivita’ produttive. Retto da Duccio Campagnoli, aspirante sindaco di Bologna. Come promesso il deputato e coordinatore del Pdl cittadino, Enzo Raisi, si e’ presentato stamane in Procura, accompagnato dal legale e compagno  di partito Michele Facci, per depositare i suoi esposti.
Sui quali, pero’, non vuole entrare nel merito: “Lo faro’ dopo il voto per le regionali, ora non dico niente”, insiste con la stampa. Oggi, dunque, Raisi ha depositato il dossier, e dice di averlo fatto spinto dalla “provocazione” del deputato Pd Massimo Marchignoli, che la scorsa settimana lo aveva invitato a presentarsi ai magistrati se aveva qualcosa da denunciare. Ma non c’e’ stato l’annunciato incontro con il procuratore capo Roberto Alfonso: “Giustamente- riferisce Raisi- ieri la segreteria di  Alfonso mi ha chiamato per annunciarmi che l’appuntamento era rimandato”. Evidentemente per non coinvolgere la magistratura a una settimana dal voto per le Regionali.
Presumibilmente, dunque, l’incontro con il procuratore capo ci sara’ dopo il 29 marzo. Anche se Raisi non e’ voluto entrare nel merito, presumibilmente nelle carte si parla di una, che tra poco lascera’ il gabinetto della presidenza regionale per andare a lavorare con Pier Luigi Bersani,  dell’agenzia di comunicazione Pablo e di Lepida.
Raisi spiega come mai ha deciso di rivolgersi alla magistratura, dopo l’intervista rilasciata lunedi’ a Radio Tau in cui ipotizzava un nuovo caso Delbono dopo le Regionali. “Ma non ho espresso la volonta’ di impugnare l’arma giudiziaria durante la campagna elettorale ne’ tantomeno ne avevo  intenzione”, spiega ancora il deputato. Solo che “sono stato subito attaccato da diverse persone: Bonaccini, Marchignoli…”.
E “il collega, compagno Marchignoli mi dice ‘questo e’ fango, se Raisi ha qualcosa vada in Procura. E io ho seguito le indicazioni di Marchignoli” che “ha messo in dubbio la mia buona fede”. Il  pidiellino insiste: “Non volevo utilizzare queste informazioni in campagna elettorale, perche’ non e’ il mio stile. Pero’, ripeto, sono stato invitato a farlo e ho obbedito”. Raisi sostiene che il caso di Flavio Delbono non sia isolato: “Qualcuno l’ha voluto scaricare velocemente pensando di chiudere la vicenda. Ma probabilmente Delbono ha fatto certe cose perche’ dentro un certo sistema erano cose normali”.
Ecco allora cosa ha portato oggi il deputato in Procura: “Rispetto alle tante informazioni che avevo ho selezionato questioni che riguardavano solo ed esclusivamente la presidenza della Regione, l’ufficio di presidenza, tranne un caso”. Si tratta, precisa, di quattro vicende: tre riguardano l’ufficio di presidenza, “cosi’ non si puo’ neanche dire che non sapeva”, il quarto le Attivita’ produttive. “In questo caso si tratta di una cosa abbastanza pesante, non potevo lasciarla” fuori.
“Ci sono altre due questioni, che non ho depositato oggi. Chiedo al compagno Marchignoli se vuole che depositi anche quelle due”. Ne ha appena presentato uno, ma Enzo Raisi annuncia nuovi esposti in Procura su casi relativi a consulenze e simili della Regione. Il deputato del Pdl parla con la stampa fuori dalla Procura di Bologna, dove si e’ recato stamattina e sembra voler sfidare il deputato Pd, Massimo Marchignoli, che qualche giorno fa l’aveva invitato a presentare denuncia se era a conoscenza di illeciti.
Tutte le questioni sollevate, precisa Raisi, sono state segnalate “dall’interno del partito”, ovvero il Pd. “C’e’ gente che arriva e che dice che Delbono non era l’unico a fare certe cose. Anche perche’- allude Raisi- Delbono non era l’unico che aveva nella segreteria la propria compagna…”. Si tratta, insiste Raisi, di “semplici informazioni che vengono dalle stesse fila del Pd. Probabilmente qualcuno si e’ rotto le scatole di qualche ‘mandarino’”. Da quando poi la questione e’ montata sui giornali “si moltiplicano anche le persone che mi contattano” per segnalare casi.
Insomma, il caso Delbono non era “una mela bacata. Ha agito in quel modo perche’ nel sistema evidentemente tutti agivano cosi’. Pero’ lui purtroppo ha avuto la sfortuna di beccare una signora che si e’ molto arr abbiata…”. Per tornare agli altri due casi, Raisi aggiunge che non le presentera’ in campagna elettorale, “a meno che qualcuno non me lo chieda”.

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Il Resto del Carlino

La regione Romagna spacca il circondario
Di tutt’altra idea invece l’ex sindaco oggi deputato Pd Massimo Marchignoli: «E’ un’idea suicida contraria all’interesse degli emiliano-romagnoli.

di CRISTINA DEGLIESPOSTI
IL DISEGNO di legge per creare la Regione Romagna andrà alla Camera. E nel caso andasse in porto, Castel Guelfo, Castel San Pietro e Medicina rimarrebbero in Emilia. Ha parlato chiaro ieri il Ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli, intervenuto a un incontro pubblico a Faenza. «Quando non si dà la voce al popolo, c’è sempre qualcosa che non funziona — ha detto —: è ora che i romagnoli possano esprimersi per l’autonomia della Romagna, da troppo tempo una colonia dell’Emilia. Il tempo delle colonie è finito. E’ arrivato il momento di fare la Regione Romagna». Dal Pd e dalle cooperative arriva però un coro di no all’idea.
DELLA possibile scissione tra l’Emilia e la Romagna si parla ormai da anni, e dall’aprile 2008 giace nel cassetto una proposta di legge del parlamentare leghista Gianluca Pini. Poi, un paio di giorni fa, l’accelerata: il documento inizierà il suo iter parlamentare alla Camera a metà aprile. Ed entro l’estate dovrebbe concludersi il primo dei quattro passaggi parlamentari necessari alla modifica dell’articolo 131 della Costituzione che fissa l’elenco delle regioni italiane. Naturalmente non è detto che vada a buon fine.
«Conto di chiudere la partita in due anni — dichiara Pini, firmatario della proposta di legge —. Poi serviranno i referendum confermativi dei territori coinvolti». Ma quali Comuni entreranno nella regione Romagna? Stando al testo di Pini si tratta delle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini più un circondario spaccato a metà: Imola, Dozza, Mordano, Casalfiumanese, Borgo Tossignano, Fontanelice e Castel del Rio. Al massimo potranno chiedere di entrare a far parte della nuova Regione i Comuni contigui, ma appartenenti alle Province di Pesaro-Urbino, Arezzo e Firenze.
«Da parte nostra c’è pieno appoggio alla proposta di legge — commenta il consigliere provinciale del Carroccio Daniele Marchetti, imolese —. E’ un bene che Imola persegua l’autonomia romagnola. In ogni caso anche con la Città metropolitana si verificherà una spaccatura tra i Comuni del circondario». Di tutt’altra idea invece l’ex sindaco oggi deputato Pd Massimo Marchignoli: «E’ un’idea suicida contraria all’interesse degli emiliano-romagnoli. Il Pd farà tutto quello che è nelle sue possibilità per contrastare l’iniziativa. Questo Governo vuole eliminare l’Emilia-Romagna perché dà fastidio, ci sono tutti gli indizi per affermarlo». Per il sindaco Daniele Manca si tratta di «un disegno destrutturante e propagandista. Non possiamo dividere una delle Regioni più avanzate a livello europeo. Che senso ha crearne due piccole?». Sulla stessa scia anche il presidente del Circondario Franco Lorenzi: «L’ultima preoccupazone che ho è indebolire il sistema economico e produttivo dell’Emilia-Romagna. Credo che non se ne farà nulla, ma in ogni caso la gente dovrà esprimersi con il referendum».
BOCCIATURA anche dal mondo delle coop. «La creazione di una nuova Regione non mi sembra una priorità — afferma Sergio Prati, presidente di Legacoop Imola —. Vorrei capire se i problemi delle imprese sono nell’agenda politica del Parlamento. Il punto non è dividere la regione, ma far sì che resti tra le prime in Europa. Bisogna favorire lo sviluppo delle imprese». Sulla stessa linea Giovanni Bettini, presidente di onfcooperative Imola: «Sono assolutamente contrario, sarebbe un errore drammatico. Occorre rafforzare la rete di imprese, mettendole al centro e così i lavoratori e il settore agricolo»..

Rassegna stampa del 16 marzo 2010

giovedì marzo 18 2010

Corriere della Sera

Raisi venerdì va in Procura: porterò carte contro la gestione-Errani
Il pidiellino ribadisce: «Possibile un altro caso Delbono»
Raisi: arriveranno altri casi Delbono

Enzo Raisi, deputato bolognese del Pdl (ex An) e coordinatore provinciale del partito, ha annunciato che venerdì andrà in Procura per consegnare nuove carte contro l’amministrazione Errani alla guida della Regione Emilia-Romagna.
CARTE – Sulle carte che consegnerà ai magistrati, Raisi per ora non si sbottona: «Riguardano atti di cattiva gestione che dipendono direttamente da Errani. Il resto lo saprete a suo tempo».
BOTTA E RISPOSTA – Ieri Raisi aveva affermato che «dopo le Regionali rischiamo di avere un caso Delbono ad un altro livello». La decisione di rivolgersi nuovamente alla Procura (Raisi ha già presentato un esposto sulle consulenze decise dall’ufficio legale della Regione) è legata alla reazione di Massimo Marchignoli, deputato Pd ed ex sindaco di Imola, che, commentando le contestazioni di Raisi nei confronti di Errani, aveva affermato: «Se è a conoscenza di reati vada in Procura a denunciarli, altrimenti la smetta di mettere fango nel ventilatore». «Non voglio fare campagna elettorale con una battaglia giudiziaria – precisa oggi Raisi – ma sono stato provocato dal “compagno” Marchignoli e ho intenzione di rispondere».

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il Giornale

Il Pdl denuncia Errani per sprechi, regalie e consulenze sospette «Un altro caso Delbono»
di Stefano Filippi
C’è un altro caso Delbono a Bologna e riguarderebbe non più il numero due della Regione Emilia Romagna ma il numero uno: il governatore Vasco Errani. Un’altra faccenda di cattiva gestione all’interno degli uffici regionali, anche se non ci sarebbero di mezzo le lenzuola che sono costate carissime all’ex vicepresidente. Sprechi, consulenze sospette, favori ad amici. È tutto contenuto in un fascicolo che venerdì mattina il deputato bolognese Enzo Raisi (coordinatore provinciale del Pdl) depositerà nella procura del capoluogo felsineo. Nuove carte contro Errani, che si ripresenta candidato governatore, e la sua amministrazione.
La documentazione in possesso di Raisi riguarda «atti di cattiva gestione che dipendono direttamente da Errani». Qualche episodio in particolare? «Lo saprete a suo tempo», risponde Raisi ai cronisti. Qualche giorno fa il parlamentare ex An aveva depositato un primo esposto sulle consulenze decise dall’ufficio legale della Regione. Consulenze molto costose (oltre tre milioni di euro) per parcelle emesse da appena cinque studi legali incaricati di difendere la Regione in giudizio, sempre gli stessi, nonostante gli uffici di viale Aldo Moro siano dotati di una struttura con decine e decine di dipendenti, avvocati compresi.
Raisi ha deciso di tornare in procura prendendo in parola Massimo Marchignoli, deputato Pd ed ex sindaco di Imola. Giorni fa Marchignoli, fedelissimo di Errani, commentando precedenti contestazioni di Raisi aveva affermato: «Se è a conoscenza di reati vada in procura a denunciarli, altrimenti la smetta di mettere fango nel ventilatore». «Non voglio fare campagna elettorale con una battaglia giudiziaria – ha detto Raisi al Resto del Carlino – ma se proprio insistono… C’è una marea di inchieste sulla Regione, dalla sanità alle consulenze date dalla presidenza, al tema della cooperativa Terremerse del fratello di Errani. Qualcosa sta per accadere e auspico avvenga dopo le elezioni per non turbare la campagna elettorale». Il ministro Sandro Bondi, a Bologna per appoggiare il candidato del centrodestra Anna Maria Bernini, ha aggiunto: «Se qualcuno metterà un occhio anche qui e intercetterà, ne verranno fuori delle belle».
Sarebbero prossime a una svolta le indagini su Flavio Delbono, l’ex vice di Errani costretto alle dimissioni da sindaco di Bologna. Su un primo filone, quello relativo ai numerosi viaggi-vacanza in Italia e all’estero assieme alla segretaria-fidanzata Cinzia Cracchi (secondo l’accusa si trattava di viaggi di piacere spacciati per missioni istituzionali e pagati con soldi pubblici) e alle pressioni esercitate sulla signora per convincerla a tacere con i pm, sarebbe pronta la richiesta di rinvio a giudizio per Delbono e l’ex assessore comunale Luisa Lazzaroni: fu lei a consegnare a Cinzia la busta con 10 banconote da 500 euro per conto dell’ex sindaco. Delbono è accusato di truffa, peculato e induzione a non rendere dichiarazioni all’autorità giudiziaria o a renderle mendaci; per la Lazzaroni l’ipotesi è di false dichiarazioni al pm: durante un interrogatorio aveva affermato di non conoscere il contenuto della busta consegnata alla Cracchi. Altri filoni, ancora aperti, dell’inchiesta su Delbono riguardano il misterioso bancomat che l’ex sindaco aveva ricevuto dall’amico Mirco Divani (la cui società aveva ricevuto una serie di commesse prive di appalto dal Cup, centro di prenotazione medico-sanitaria unico in Emilia Romagna) e che aveva consegnato poi alla fidanzata, e anche il «premio di produzione» concesso a Cinzia Cracchi nell’aprile 2009, quando era già trasferita dalla Regione al Cup.

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Resto del Carlino

di RITA BARTOLOMEI
«COLGO l’invito di Massimo Marchignoli, venerdì vado in procura. Qualche giorno fa ho già presentato un esposto sulle consulenze decise dall’ufficio legale della Regione. Ora porterò ai magistrati le nuove carte. Non voglio far campagna elettorale in questo modo. Ma se proprio insistono… Visto che non vogliono farci dibattere sulle cose, visto che il presidente Vasco Errani fugge dai confronti…». ENZO Raisi, parlamentare del Pdl, con quest’annuncio al Carlino, ieri in serata, irrompe come un uragano su una campagna elettorale sonnacchiosa. «Se è a conoscenza di reati, vada in Procura a denunciarli, altrimenti la smetta di mettere fango nel ventilatore», gli aveva intimato a muso duro poco prima Massimo Marchignoli, parlamentare di Imola, fedelissimo di Errani. In mattinata a Radio Tau, ospite di Paolo Bonazzi con il candidato dipietrista Domenico Morace, Raisi aveva sferrato l’attacco al presidente del centrosinistra, candidato al suo terzo mandato e mezzo. «DOPO le regionali rischiamo di avere un caso Delbono ad un altro livello», dice e non dice il parlamentare Pdl. «C’è una marea di inchieste sulla Regione ricorda e vedrete che dopo le elezioni» qualcosa accadrà, «auspico non durante la campagna elettorale, preferisco farla sulle cose». Ma «so per certo, come sanno tutti, che c’è una marea di inchieste che coinvolgono la Regione, dalla sanità alle consulenze date dalla presidenza, al tema della società del fratello di Errani», Terremerse. Faccende che «probabilmente dopo le elezioni in Emilia-Romagna rischiano di creare un caso Delbono, però questa volta ad un altro livello. Se voglio intendere che Errani si debba poi dimettere? E’ una domanda da fare a lui. Le inchieste ci sono. Per Delbono è bastato questo. Sono curioso di capire se sarà usato lo stesso criterio». UNA bomba, lanciata nel giorno che vede insieme a Bologna, impegnati in due iniziative elettorali, il ministro Sandro Bondi e Pierferdinando Casini. Il primo si dice certo che «se qualcuno metterà un occhio anche qui e intercetterà, ne verranno fuori delle belle». Il leader centrista si sintonizza: «Non ha del tutto torto in questo caso». Mentre il suo parlamentare Gian Luca Galletti, candidato a una corsa solitaria, rilancia: «Errani è ineleggibile. Se avremo ragione noi, questa Regione finirà come Bologna, con un commissariamento». SULLE prime lo staff del presidente impegnato ieri in una giornata tutta bolognese fa sapere che non sono previste repliche. Parlano i fedelissimi: Marchignoli e il modenese Stefano Bonaccini, segretario regionale. Si chiede: «Dopo aver scaricato l’onorevole Mazzuca hanno già deciso di mettere da parte anche l’onorevole Bernini? Noto che, ormai, Raisi esterna quotidianamente oscurando la candidata della destra». L’altro gli rivolta l’argomento: «Ma Errani è ancora candidato del Pd?». Il presidente alla fine si fa sentire: «Il problema di questo Paese è che non si riesce a parlare dei problemi veri che sono lavoro, scuola, politiche ambientali. Queste sono le cose di cui bisogna parlare, tutto il resto è aria».

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Radio Città del capo
Raisi va in Procura contro la gestione Errani
16 mar. – Il deputato bolognese del Pdl, Enzo Raisi, ha annunciato che venerdì si recherà in Procura per consegnare nuove carte contro l’amministrazione Errani alla guida della Regione. Le carte che Raisi consegnerà ai pm «riguardano atti di cattiva gestione che dipendono direttamente da Errani. Il resto lo saprete a suo tempo». Già ieri Raisi aveva affermato che «dopo le regionali rischiamo di avere un caso Delbono ad un altro livello». Oggi arriva la scelta di andare in Procura, spinta, sostiene il parlamentare, dalle frasi del deputato del Pd Massimo Marchignoli, che aveva affermato: «Se è a conoscenza di reati vada in Procura a denunciarli». Una frase che ha convinto Raisi a recarsi venerdì in piazza Trento e Trieste. «Non voglio fare campagna elettorale con una battaglia giudiziaria – precisa Raisi – ma sono stato provocato dal “compagno” Marchignoli e ho intenzione di rispondere».

Rassegna stampa del 19 ottobre 2009

lunedì ottobre 19 2009

Tele Santerno

Il Giornale, rivelazioni su Vasco Errani “Soldi alla coop del fratello”. La replica: “Un’aggressione politica”

Vasco Errani ha definito “una aggressione” l’intera pagina che ‘Il Giornale’ gli ha dedicato con il titolo ‘Il modello Emilia: soldi e favori al fratello del capo’. “E come tutte le aggressioni è cattiva ed ingiusta”, ha aggiunto il presidente dell’Emilia-Romagna Oltre all’occhiello ‘Gli scandali delle giunte rosse’, il quotidiano milanese ha scritto nel sommario: “La Regione del presidente Vasco Errani finanzia con un milione di euro la coopdi Giovanni Errani, piena di debiti. La stessa società poi costruisce uno stabilimento senza permessi. Questa volta lo aiuta il sindaco di Imola, amico di Bersani, poi promosso deputato”. La vicenda cui si fa rifermento è del 2005 e riguarda la cooperativa Terremerse di Bagnacavallo (Ravenna), il Comune in cui è nato Errani. L’ex sindaco di Imola è Massimo Marchignoli. Nella pagina anche una foto del presidente della dell’Emilia-Romagna col titolo ‘Ritratto di un uomo di apparato’ e un altro pezzo su di lui: “La combriccola del Vasco, governatore inamovibile”. “Si tratta di una ricostruzione infondata e gravemente diffamatoria – ha replicato Errani -. In realtà la sostanza è che ‘il Giornale’ mi indica come un altro degli obiettivi politici da demolire e questo, in definitiva, visto il fine, mi onora. Non mi faccio intimidire né trascinare in una rissa e quindi, essendo del tutto sereno, vado più in là della querela. Mi faccio io stesso promotore di una  iniziativa presso la Magistratura competente perché sia comprovata la piena trasparenza e legittimità di tutti gli atti adottati e del mio operato, ferma restando la possibilità di un’azione di danno a tutela della mia onorabilità. A questo e solo a questo intendo attenermi, senza aggiungere altre inutili parole”.

MARCHIGNOLI: IL GIORNALE E’ IL BRACCIO ARMATO DELLA FAMIGLIA BERLUSCONI

Chiamato in causa nel servizio de ‘il Giornale’ contro Errani, l’ex sindaco di Imola e ora deputato Pd Massimo Marchignoli ha replicato a sua volta definendo il quotidiano “braccio armato” della famiglia Berlusconi. “Sta infamando tutti coloro che si oppongono al volere del proprietario”, ha scritto in una dichiarazione in cui chiama
“calunnie” quelle nei confronti suoi e di Vasco Errani, “che é il piu autorevole dei presidenti delle Regioni oggi tra i leader nazionali più prestigiosi del Pd”. “L’ennesima aggressione politica di Feltri – ha aggiunto – si rivolge nei confronti di chi sta rappresentando una concreta opportunità di costruire un Pd più forte ed un’alternativa al governo delle destre: Bersani e i suoi sostenitori, tra i quali mi onoro di appartenere”, ha aggiunto Marchignoli secondo il quale “in questa rincorsa all’utilizzo di ‘armi di distrazione di massa’ per deviare l’attenzione dei cittadini dai numerosi fallimenti del governo Berlusconi, si calunniano le persone cercando di distruggerne la credibilità e calpestarne la dignità”. “Non ho nulla da temere circa la correttezza del mio operato in qualità di Sindaco di Imola – ha assicurato il deputato – e, pertanto, tutti i miei atti e quelli della mia giunta sono a disposizione delle autorità competenti. La ricostruzione degli eventi fatta da Feltri, oltreché gravemente diffamatoria, è falsa”. E a questa osservazione ha fatto seguire una lunga ricostruzione dei fatti e degli atti pubblici.

IL GIORNALE ATTACCA ERRANI: MONARI, TESI INGIUSTE E INFONDATE

“Era prevedibile che la campagna mediatica condotta dal Giornale di Feltri, tesa ad infangare personalmente gli avversari politici di Berlusconi, arrivasse a colpire anche l’Emilia-Romagna ed il suo presidente Vasco Errani, soprattutto in vista del prossimo appuntamento elettorale rappresentato dalle elezioni regionali. Le tesi contenute negli articoli del Giornale sono ingiuste e infondate”. Lo afferma Marco Monari, presidente del gruppo Pd in Regione, che esprime a Errani “la solidarietà mia personale e di tutte le consigliere e i consiglieri del Gruppo Pd della Regione Emilia-Romagna”.

CARONNA: ERRANI FA BENE A REAGIRE ALL’AGGRESSIONE DEL GIORNALE

“Bene ha fatto Vasco Errani a reagire a questa vera e propria aggressione usando le sedi competenti. Voglio esprimergli, a mio nome e di tutto il Partito Democratico dell’Emilia-Romagna, la piena solidarietà e il nostro sostegno”. Così il segretario del Pd dell’Emilia-Romagna, Salvatore Caronna, ora anche parlamentare europeo, dopola pagina che ‘Il Giornale’ ha dedicato al presidente della Regione. “Non è una novità – afferma Caronna – anzi è ormai una regola consolidata, che i mezzi d’informazione del Presidente del Consiglio (tra i quali si distingue per faziosità Il Giornale) usino nella lotta politica nei confronti degli avversari l’arma della denigrazione e dell’insulto. Per cui non c’é da sorprendersi che, in vista delle prossime elezioni regionali, il centrodestra, non avendo altri argomenti, si scateni in una campagna di illazioni senza nessun fondamento nei confronti di chi ritiene un ostacolo difficile da superare”.
(ANSA).

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Resto del Carlino

POLEMICHE
Il Pd serra le fila Solidarietà dai big a Marchignoli
IL PD scende in trincea per difendere l’ex sindaco, ora deputato Massimo Marchignoli, attaccato dal Giornale (assieme al governatore Vasco Errani) per la vicenda Terremerse. Nel mirino del quotidiano della famiglia Berlusconi presunte agevolazioni dell’allora sindaco alla coop allora presieduta dal fratello di Errani, Giovanni. Accuse respinte da Marchignoli. E ieri pomeriggio è arrivata una raffica di comunicati di solidarietà per il deputato Pd che parlano di aggressione e strumentalizzazione. A dare la loro solidarietà sono stati il segretario Pd Fabrizio Castellari, i sindaci di Castel San Pietro Sara Brunori, e di Casalfiumanese Roberto Poli, l’assessore provinciale all’istruzione Anna Pariani. Solidarietà anche dal sindaco di Imola Daniele Manca: «Sono certo della legittimità dell’operato di chi mi ha preceduto: questa amministrazione non teme nessun accertamento affinché sia dimostrata l’assoluta correttezza di atti e procedure».