Articoli con parola chiave ‘Formula Imola’

Rassegna stampa del 16 marzo 2010

martedì marzo 16 2010

Resto del Carlino

“Su Formula Imola vogliamo vederci chiaro”
Mondini (Ucd) e Palazzolo (Pi) all’attacco

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Corriere di Romagna

Le liste civiche portano le carte in Procura
“Motosport eventi e Playmedia non erano socie. Allora i requisiti per la gestione c’erano?”
IL CON.AMI
Montroni:”A me non importa l’identità dell’altro socio”

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Il Domani

Autodromo, battaglia a colpi di visure
Il curatore fallimentare di Formula Imola non va in commissione

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La Voce

I civici sfoderano le carte sull’intreccio societario che porta in Lussemburgo
Formula Imola, via i coperchi
Udc e Per Imola: “Comune smentito dai documenti”

Rassegna stampa: Telesanterno del 15 marzo 2010

martedì marzo 16 2010

Imola: Autodromo, presto il fallimento in Procura?

Continua a Imola la battaglia sul fallimento della società che gestisce l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari. I gruppi di opposizione lavorano ad un fascicolo di documenti sul bilancio e sulle partecipazioni societarie da presentare alla Procura di Bologna.
Potrebbe presto finire su un tavolo della Procura della Repubblica di Bologna la vicenda del fallimento di Formula Imola, la società che gestisce l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari sulle rive del Santerno.
Al fascicolo su cui Piazza Trento Trieste sta già lavorando da regolamento per accertare le eventuali responsabilità penali nel fallimento, potrebbe affiancarsi un faldone di documenti raccolti dall’Unione di Centro Destra e dalla Lista civica “Per Imola” e riguardanti tutti i chiarimenti chiesti ma mai ottenuti dall’Amministrazione Comunale.
E gli argomenti al centro della bagarre sono molteplici: dai debiti di Formula Imola, che il curatore fallimentare ha quantificato in più di 4 milioni di euro solamente nei confronti dei fornitori, alle partecipazioni azionarie poco limpide, che portano fino al Lussemburgo.
«Sui conti dell’Autodromo è stato detto il falso», tuonano i capigruppo Riccardo Mondini e Giuseppe Palazzolo. E a sostegno della loro battaglia sventolano una delibera del Consiglio dello scorso anno.
Al loro fianco, uniti in questa battaglia, il Popolo della Libertà, che pronuncia parole pesanti riguardo a possibili pressioni fatte sul curatore fallimentare Fabrizio Carbone affinché non partecipasse alla Commissione Bilancio convocata per domani.

Rassegna stampa: Romagna Noi dell’11 marzo 2010

venerdì marzo 12 2010

Imola – Formula Imola: bagarre in consiglio
E’ giallo sull’invito al curatore in aula

IMOLA – Sono volati gli stracci ieri in Consiglio comunale sul tema autodromo. Sia dai banchi dell’opposizione sia da quelli della maggioranza i toni usati sono stati più da protagonisti di un’opera lirica che di un confronto politico. Forse non c’è tanto da sorprendersi dato che le vicende che investono il fallimento della società Formula Imola possono ricordare le trame intricate di certe opere verdiane. Il dibattito si è acceso sulla delibera della giunta che ha chiesto la sospensione dell’art. 15 (approvata con 18 voti favorevoli del Pd, Sinistra, Idv, e 8 contrari del Pdl, Ucd, Per Imola e G.Misto) della convenzione con la società di gestione dichiarata fallita il 17 febbraio dal Tribunale di Bologna che, se applicato, avrebbe fatto decadere il rapporto contrattuale con il Comune.
L’assessore Monica Campagnoli ha spiegato le ragioni sul perché l’amministrazione abbia scelto questa strada tra cui “il non mettere a repentaglio gli eventi dell’autodromo creando un conflitto con il curatore fallimentare”. Dopo l’intervento dell’esponente di giunta, dalle file della minoranza inizia il “j’accuse” nei confronti dell’amministrazione comunale. Ad aprire le danze è Simone Carapia (Pdl) che pronuncia parole pesanti riguardo eventuali pressioni fatte sul curatore fallimentare Fabrizio Carbone affinché non partecipasse alla commissione Bilancio presieduta dallo stesso Carapia. “Lunedì sera – spiega – mi ero già accordato col curatore sulla sua partecipazione alla commissione del 16 marzo. Poi, dopo aver avvertito gli assessori Mungo e Campagnoli, quest’ultima mi diceva che non era il caso chiamare il curatore in commissione perché non era competenza del Bilancio. Un’ora più tardi mi ha chiamato Carbone  ripetendomi le stesse parole della Campagnoli”. Da tale comportamento il consigliere azzurro arriva alla seguente conclusione. “Non vorrei – commenta – che ci sia la volontà di boicottare la commissione e che qualcuno abbia sensibilizzato il curatore a non partecipare. Se così fosse sarebbe gravissimo”. Anche Giuseppe Palazzolo (Per Imola) non è tenero con la giunta, accusandola di poca trasparenza sul caso autodromo e chiede, come atto dovuto, la presenza del curatore fallimentare in commissione Bilancio o Autodromo. Molto duro anche Riccardo Mondini (Ucd) a cui è stata respinta la mozione. “Se qualcuno, in commissione o in Consiglio comunale, non dichiara la verità – attacca – commette un falso in atto pubblico. Ad ottobre ci è stato detto che il bilancio di Formula Imola andava bene. Ora poi il presidente Montroni non è chiaro sulle cifre reali del debito della società facendo una scorrettezza istituzionale”. Respinge tutte le accuse ai mittenti Davide Tronconi (Pd). “Prima di lanciare insinuazioni così pesanti – spiega – bisognerebbe almeno avere qualche prova. Tirare poi in ballo il curatore, che risponde solo al giudice, mi pare un grave pasticcio”. A queste parole Carapia urla “vergogna” tanto che la presidente Paola Lanzon sospende la seduta per 5 minuti.
Giacomo Galanti

Rassegna stampa: il Resto del Carlino del 9 marzo 2010

mercoledì marzo 10 2010

L’autodromo oltre confine

AFFARE autodromo, tra i gestori spunta una società del Lussemburgo. La notizia è stata diffusa ieri durante la commissione autodromo dal consigliere dell’Ucd Riccardo Mondini che, nei giorni scorsi, ha richiesto la visura camerale di Motorsport Eventi, la società che detiene l’80 per cento di Formula Imola (l’altro 20 per cento è di Con.Ami).
DALLE CARTE è emerso che l’azionista di maggioranza di Formula Imola — Motorsport Eventi — è in mano, per la quasi totalità, a una società del Lussemburgo, la Industrial resources investiments.Difficile tirare le fila della compagine societaria, ma stando ai documenti della Camera di commercio Motorsport Eventi, ha un capitale sociale di 510mila euro: 500mila della società del Lussemburgo e 10mila versati da Sofir, una fiduciaria di Bologna. «Un capitale davvero irrisorio se si pensa al ‘mulino’ di milioni che si è messo in piedi con l’autodromo — commenta Mondini —. Basti pensare solo ai 400mila euro di compenso annuo che percepiva l’ex direttore sportivo di Formula Imola Pierpaolo Gardella. In più viene fuori che l’amministratore unico della società del Lussemburgo è Alessandro Monza, l’avvocato che ha difeso Formula Imola nell’istanza di fallimento con MisMas». Per Mondini la mancanza di controllo sugli affari del gestore dell’Enzo e Dino Ferrari da parte di Con. Ami «è stata evidente. Mi chiedo chi abbia firmato il prestito societario di oltre tre milioni di euro e chi ci stia dietro a una società che ha sede in Lussemburgo, visto che il presidente dell’ormai fallita Formula Imola, Uberto Selvatico Estense, non risulta da nessuna parte».
ALLE CRITICHE di Mondini, si unisce anche il consigliere Giuseppe Palazzolo (per Imola): «L’autodromo è nel caos più totale. E’ stata firmata una convenzione per cui ai commissari di gara verrà servito il pasto preparato dai cuochi della clinica mobile del dottor Costa». Intanto ieri, l’assessore all’Autodromo, Monica Campagnoli ha presentato l’atto (da discutere mercoledì in consiglio) che formalizza la decisione della giunta di non applicare l’articolo 15 della convenzione con Formula Imola che, in caso di fallimento, ne consente la decadenza.

lunedì marzo 8 2010

Il Domani

IL CASO Il passivo di Formula Imola sarebbe superiore a quello noto finora. No comment del sindaco. Autodromo, “deibito di 4 milioni”
Il curatore fallimentare “ritocca” al rialzo le cifre circolate nei giorni scorsi

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Corriere di Romagna

LA DELIBERA Autodromo, la giunta “congela” la convenzione

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Resto del Carlino

AUTODROMO IL VOTO IN GIUNTA
Formula Imola, no alla revoca

Rassegna stampa del 5 marzo 2010

venerdì marzo 5 2010

Romagna Noi

Imola – Inguaiato anche Garavini
Guai per il potente dirigente imolese, fedelissimo di Delbono

BOLOGNA – Il Cinzia-gate sta per arrivare al capolinea, ma la conclusione del primo filone dell’inchiesta della Procura di Bologna che ha travolto l’ex sindaco Flavio Delbono, potrebbe portare guai non solo al Cup 2000 (per gli appalti dati a Mirko Divani), ma anche all’ex direttore generale del Comune, l’imolese Gaudenzio Garavini. Il “fedelissimo” di Delbono, prima delle elezioni direttore organizzazione e sviluppo della Regione Emilia-Romagna (in pratica capo del personale), è tra le persone che saranno probabilmente chiamate a rispondere del passaggio di Cinzia Cracchi dalla Regione al Cup ma soprattutto del mantenimento, da parte di lei, dell’indennità aggiuntiva (800 euro netti oltre allo stipendio base di 1.200) che percepiva in quanto membro della segreteria particolare di Delbono.
Tutto questo, per il pm Morena Plazzi, è anomalo e non va: a maggior ragione per il fatto che il “premio” in questione e’ tuttora pagato a Cracchi da viale Aldo Moro, contrariamente a quanto prevede una legge regionale. Per chiarire la questione, a breve, sarà aperto un fascicolo a se stante, quasi certamente con l’ipotesi di abuso d’ufficio: nel mirino della Procura finiranno le persone che si occuparono del comando. Il dirigente regionale che lo firmò, prima di tutto, ma probabilmente anche Garavini che, oltre a essere superiore di quel dirigente, domenica 5 aprile 2009 (il comando fu firmato il giorno dopo), telefonò al direttore del Cup, Mauro Moruzzi, a detta di quest’ultimo per dirgli che ”era tutto sistemato”. Di questa chiamata, Garavini ha parlato mercoledì pomeriggio al pm Plazzi: è tornato in Procura apposta, dopo che nell’audizione di sabato aveva detto di non ricordarsela. Il pm Plazzi gli aveva detto che si sarebbero procurati i tabulati, ma Garavini ha avuto un lampo di memoria, ricordandosi anche che, sempre quel pomeriggio, era stato chiamato poco prima da Delbono.
Se Garavini ha deciso, dopo qualche giorno, di tornare in Procura per parlare di quella telefonata (in un primo tempo dimenticata), la versione che mercoledì ha riferito al pm Plazzi differisce molto da quella fornita ai magistrati da Moruzzi. Secondo quanto detto dal direttore del Cup in Procura, Garavini quella domenica lo chiamò per dirgli che con il comando di Cracchi era tutto a posto: la donna aveva accettato di firmarlo e di rimanere dunque in via Borgo San Pietro (dove fino ad allora era in ’distacco’), rinunciando così a portare avanti la minacciata causa per mobbing. La versione di Garavini a Plazzi è molto diversa: sostiene infatti di aver appreso della decisione di Cracchi di accettare il comando soltanto la mattina del lunedi’ (il 6 aprile 2009), dai propri funzionari in Regione. E quella chiamata a Moruzzi del giorno prima, allora? Garavini è rimasto sul vago al riguardo, spiegando di averlo chiamato per “scrupolo”, e di avergli detto che il giorno dopo Cracchi sarebbe tornata in Regione. Quanto alla chiamata di Delbono precedente alla conversazione con Moruzzi (rivelata da Garavini probabilmente prima che emergesse dai tabulati), secondo l’ex direttore generale di Palazzo d’Accursio serviva per un aggiornamento, un modo per sapere come si stava evolvendo la situazione lavorativa di Cracchi. “E’ normale che uno si informi della propria ex”, avrebbe detto Garavini in Procura. Plazzi, che non era a conoscenza di questo contatto, potrebbe servirsene come ulteriore elemento di sostegno al ruolo avuto da Delbono nel ’sistemare’ Cracchi e alle presunte pressioni e offerte per indurla a tacere. Cracchi, decisa fino ai primi di aprile a fare causa per mobbing alla Regione, cambiò idea in un weekend: agli inquirenti, ha detto di aver visto Delbono il venerdì sera.

422race.com

ESCLUSIVO: Imola, parla il curatore fallimentare
Il dott. Fabrizio Montrone, curatore fallimentare di Formula Imola, ai nostri microfoni: “Il debito della società è molto superiore a quello uscito sui giornali. Solo verso i fornitori supera i 4 milioni…”

IMOLA – Sono giorni intensi, per l’autodromo di Imola. Mentre il calendario prosegue (questa settimana sul tracciato si sono svolti i test della Scuderia Toro Rosso), dietro le quinte, la società Formula Imola dichiarata fallita dal Tribunale di Bologna qualche settimana fa, sta cercando di trovare accordi extragiudiziali con i creditori al fine di evitare lo stato passivo e poter quindi sopravvivere.
Il più agguerrito dei molti creditori è la milanese Mis Mas, dichiarata fallita a sua volta, che dichiara di dover ancora ricevere 708 mila euro del milione fatturato due anni fa per la presentazione in grande stile (con la presenza, tra gli altri, del Cirque de Soleil e di Francesco Renga) del nuovo corso dell’autodromo. Ironicamente, i guai iniziarono proprio allora.
Ma in questa operazione si insinuano anche dei dubbi, poichè all’epoca dei fatti, il circuito era gestito dalla Norman 95, società che deteneva anche il 40% di Mis Mas. E questa operazione, pertanto, potrebbe configurare un conflitto d’interesse. Intanto Formula Imola prosegue in esercizio provvisorio, gestita dal curatore fallimentare Fabrizio Carbone. 422race.com ha intervistato il commercialista bolognese, che ha finalmente messo fine alla ridda delle cifre uscite negli ultimi giorni, dichiarando con chiarezza che i debiti della società sono molto più alti di quelli inizialmente pubblicati dai giornali.
Dott. Carbone, il presidente del Con.Ami Montroni parla di 2,4, poi di 2,8 milioni di debito, il consigliere regionale del PDL Vecchi sostiene invece che sia vicino ai 4 milioni. A quanto ammonta veramente il debito di Formula Imola?
“Le cifre da bilancio sono superiori. Bisogna capire sempre di che cifre si sta parlando. Ad esempio, sui fornitori si può parlare di cifre anche superiori rispetto a quelle dette. In realtà ci sono anche altre posizioni che comunque, contabilmente, vengono identificate come debiti, che sono, non ultimo, il finanziamento Sorci, che per il 20% è stato fatto dalla società Motorsport Eventi ma per un’altra parte dal consorzio Con.Ami, l’azienda municipalizzata partecipata dal comune di Imola. C’è, comunque, anche un finanziamento indiretto da parte del comune e dei comuni limitrofi, che fanno parte del consorzio. Anche di questo si è già parlato. In realtà, l’ammontare debitorio complessivo, considerati anche i debiti verso i soci, è di molto superiore.”
Superiore ai 2,4 o ai 4 milioni?
“Solo i debiti verso i fornitori sono sicuramente superiori ai 4 milioni. Poi ci sono, in aggiunta, altri debiti che sono quelli per finanziamento. Nessun segreto particolare, perchè in realtà si desume dal bilancio, anche se il bilancio del 2009 non verrà depositato, perchè ovviamente è intervenuto il fallimento. Al momento, secondo me, è anche prematuro parlare di cifre e non lo faccio perchè sto ancora guardando tutti i documenti e gli incartamenti, che sono tanti. Come capirà bene, un conto sono i debiti che risultano dalle scritture contabili e un conto quelli che poi effettivamente si insinuano allo stato passivo, che possono essere superiori o inferiori laddove, come i soci presumono di potere fare, si tenta di mandare deserto lo stato passivo, intervenendo direttamente presso i fornitori per quietanzarli, pagandoli o promettendo loro pagamenti. Attività che non riguarda il mio operato nella maniera più assoluta, io sono spettatore in tal senso.”
A questo proposito c’è la questione del famoso accordo extragiudiziale con Mis Mas. Sembrava che lo si fosse trovato, poi è intervenuta la sentenza di fallimento del Tribunale.
“L’accordo non è stato prodotto in sede di udienza, per cui il Tribunale ha proceduto, secondo me, in modo impeccabile. Il Tribunale di Bologna è estremamente competente in ambito fallimentare.”
Gli avvocati sostengono che non sia stato prodotto perchè il giudice aveva rinviato il tutto alla camera di consiglio del successivo martedì.
“Ci sono state tre udienze. Penso che tre udienze per fallimentari sia un caso poco frequente. Normalmente in un’udienza si risolve tutto. Se volevano, il tempo per fornire questa documentazione l’avevano già avuto. Mis Mas, del resto, è l’unico creditore istante per il fallimento, ma non è l’unico creditore.”
E’ proprio qui che la faccenda non è chiara. Il loro interesse era realmente quello di trovare un accordo extragiudiziale, come dicono, oppure no?
“Io questo non lo so e, ripeto, siccome la possibilità di sdebitare la società prima dello stato passivo esiste, è nelle loro facoltà e nel loro pieno diritto. C’è da chiedersi, è la domanda che si potrà fare anche lei e si potranno fare anche i lettori o i cittadini: perchè non l’hanno fatto prima? La risposta non la so. Evidentemente hanno voluto tirare un po’ la corda, se si è raggiunto un ammontare debitorio del genere. Ma il fallimento non viene dichiarato perchè c’è una sola domanda di fallimento. Bisogna dimostrare anche lo stato di insolvenza e questo, a mio avviso, era dimostrato senza ombra di dubbio. Non si fallisce perchè un creditore fa domanda, non è solo così. Certamente serve la domanda ma serve anche poi verificare che ci sia un effettivo stato d’insolvenza, dimostrabile con tanti elementi: ammontare debitorio molto elevato, bilanci che chiudono in perdita, pignoramenti, decreti ingiuntivi… Queste condizioni c’erano tutte.”
Quindi lei ritiene che il ricorso non abbia grandi chance?
“Non ho assolutamente possibilità di esprimermi in merito, perchè questa è un’attività giudiziaria pura e che è demandata alla Corte d’Appello, che ragiona con logiche differenti da quelle del Tribunale fallimentare, evidentemente, altrimenti la decisione sarebbe già implicitamente scontata. Non mi esprimo, non lo so. Non è neanche una prassi molto frequente, mi risulta.”
La fattura di un milione di euro poi non interamente pagata nei confronti della Mis Mas, stante il fatto che questa società era partecipata per il 40% dalla Norman 95, che all’epoca gestiva l’autodromo, era giustificata o era eccessiva, a suo parere?
“Non mi esprimo minimamente perchè non è neanche nel mio interesse al momento. Se il fallimento dovesse proseguire, il suo ragionamento rileva nel momento in cui io debba intraprendere delle azioni di responsabilità per gli amministratori. Lo valuterò in quel momento. In realtà ho dei tempi lunghissimi per poterle esperire, quindi è un problema che adesso non mi pongo e mi interessa relativamente. In questa fase, servirebbe solo ad aggiungere astio e conflittualità tra gli organi della procedura e i soggetti interessati, quando io adesso, invece, ho necessità di massima collaborazione. Come saprà, svolgo esercizio provvisorio, quindi un giorno sì e uno no sono lì. Ho altre priorità, riguardo a questo. Ovviamente è un’operazione che lei ha segnalato perfettamente e, come ha detto, potrebbe configurare un conflitto d’interessi. Ma non l’ho analizzata perchè è una questione che si porrà in un secondo momento.”
Quante possibilità pensa realisticamente che avrà la società di sopravvivere?
“Non lo so. Il mio interesse è salvare l’azienda e la gestione a tutela dei creditori. Sulla società non mi esprimo, non è affar mio e non è il mio compito, nel senso che la società è attualmente fallita e così ci stiamo comportando. Io utilizzo le risorse che reputo indispensabili per proseguire, che consistono fondamentalmente nei dipendenti che c’erano prima, confermati tutti alle stesse condizioni – e questo è anche doveroso – e confermato il direttore (Walter Sciacca, ndr) che era da pochissimo in carica e sta lavorando molto bene, perchè ha riempito di eventi, in modo ancora migliorabile, e di giornate di lavoro, tutto il 2010. E’ una persona che sta lavorando nel migliore dei modi e con il quale ci interfacciamo quotidianamente. Io ho interesse a tutelare i creditori e a tenere in vita l’autodromo al fine poi di cedere questa concessione al soggetto che, in base a un’asta competitiva, potrà essere aggiudicatario.”

Fabrizio Corgnati

Rassegna stampa: il Resto del Carlino del 25 febbraio 2010

venerdì febbraio 26 2010

Il debito di Formula Imola prende forma
Ieri in commissione forniti i primi numeri. Ma Tanti interrogativi sono senza risposta

IL SINDACO IN CONSIGLIO COMUNALE
“Non interrompiamo la convenzione per salvaguardare il calendario”

Rassegna stampa del 20 febbraio 2010

lunedì febbraio 22 2010

La Voce

Dopo il “no comment” di ieri il sindaco interviene sul fallimento della società
“Manterremo l’autodromo in attività”
Ma le strade con Formula Imola sono sul punto di dividersi

I consiglieri di minoranza in coro: “Cambiare modalità di gestione dell’impianto”
“Interrompere da subito la convenzione”

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Il Domani

Dopo il fallimento di Formula Imola la soluzione salverebbe il calendario di eventi e i dipendenti
Il Comune vuole gestire l’Autodromo
Il sindaco Manca: deciderà il giudice. noi siamo pronti ad impegnarci

Rassegna stampa del 19 febbraio 2010

venerdì febbraio 19 2010

Resto del Carlino

IL FALLIMENTO DI FORMULA IMOLA
Perdite per Con.Ami se il ricorso non sarà accolto
A rischio 1,2 milioni versati dal consorzio pubblico

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Corriere di Romagna

LE REAZIONI
“Siamo stufi di continui fallimenti”
I consiglieri dell’opposizione vanno all’attacco. Il Pdl:” Facciamoci il palio dei somari”

Le opposizioni contro l’Asp
Palazzolo:” Situazione peggiorata con l’appalto dei servizi”

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Il Domani

La società che gestisce l’Autodromo ha fatto ricorso
Mistero sul fallimento
Nessuna dichiarazione da Formula Imola

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La Voce

“Vergognoso e drammatico il silenzio dell’amministrazione”
Opposizione compatta nel criticare la gestione della querelle giudiziaria legata al circuito

Rassegna stampa del 18 febbraio 2010

giovedì febbraio 18 2010

Resto del Carlino

Il giudice: “Formula Imola è fallita”
Ma c’era già l’accordo con in creditori
Le parti faranno subito reclamo per far annullare la sentenza

IL CASO
Indagato il responsabile dei lavori del 2006

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La Voce

Palazzolo (Per Imola): “Mancanza di direzione politica e aziendale nel welfare”
Povertà in aumento, istituzioni incapaci

Tra gli indagati anche il responsabile dei lavori di messa in sicurezza dell’Autodromo
Claudio Rinaldi coinvolto nell’inchiesta sulla protezione civile

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Il Domani

Il fatto è stato reso noto ieri durante il consiglio comunale dal civico Palazzolo
Rinaldi nell’inchiesta su Bertolaso
Fu responsabile dei lavori fatti all’autodromo tra il 2006 e il 2007